Panoramica sullo sviluppo dei farmaci
(versione adattata all’Italia di contenuti tratti dal sito https://www.fshdsociety.org/, per gentile concessione di FSHD Society)
Un numero crescente di trattamenti in sviluppo per la FSHD
Un numero sempre maggiore di aziende e laboratori di ricerca è impegnata nello sviluppo di trattamenti per la FSHD. Queste iniziative fanno parte di ciò che viene chiamato “pipeline” di sviluppo dei farmaci — il processo di scoperta e sperimentazione di nuovi medicinali.
Tipi di farmaci in fase di sviluppo
Molti dei farmaci in sviluppo per la FSHD sono progettati per bloccare DUX4, ritenuto la principale causa della FSHD di tipo 1 e 2 https://www.fshdsociety.org/2015/04/26/model-modern-epigenetic-disease/ (in inglese, con possibilità di opzione per la versione in italiano).
Altri farmaci candidati agiscono su target terapeutici diversi, come:
- il sistema immunitario;
- la crescita e la rigenerazione dei muscoli.
La maggior parte dei farmaci rientra in una delle seguenti tre categorie principali:
Piccole molecole (Small Molecules), ossia minuscoli composti chimici prodotti in laboratorio. Poiché sono molto piccole, possono spesso essere assunte sotto forma di pillola e viaggiare attraverso il corpo fino a raggiungere le cellule bersaglio.
Farmaci biologici (Biologics), realizzati a partire da cellule viventi o materiali naturali come proteine o DNA. Sono generalmente molto più grandi e complessi delle piccole molecole e vengono spesso somministrati tramite iniezione o infusione endovenosa (IV).
Terapie geniche (Gene Therapy), che mirano a correggere o controllare la malattia modificando il funzionamento dei geni. Questo può essere fatto introducendo un gene sano, disattivando un gene difettoso o modificando l’espressione di un gene. Anche le terapie geniche vengono somministrate per via endovenosa.
Altri possibili trattamenti — come integratori o fisioterapia — sono anch’essi oggetto di studio, ma non sono inclusi nella della pipeline di sviluppo dei farmaci.
Come funziona lo sviluppo dei farmaci
Il processo di sviluppo di un farmaco inizia con l’individuazione di un “bersaglio” terapeutico — che si ipotizza coinvolto nella patogenesi o che è espressione dei suoi effetti clinici (es. depauperamento muscolare) e che può essere modificato da un trattamento. Gli scienziati cercano poi composti (“potenziali farmaci”) in grado di agire sul bersaglio individuato. I primi test vengono effettuati solitamente in laboratorio, spesso in provetta.
I composti che funzionano meglio vengono scelti come “farmaci guida”, e i ricercatori lavorano per migliorarli ulteriormente — questa fase è chiamata “ottimizzazione della molecola guida” (lead optimization). Successivamente, il composto guida viene testato sugli animali per verificare se è sicuro e potenzialmente efficace, dando vita a una fase detta “preclinica”.
Se i risultati preclinici su modelli sperimentali sono promettenti, l’azienda presenta alle autorità nazionali competenti (AIFA, per l’Italia) una richiesta di autorizzazione alla sperimentazione sull’uomo (Clinical Trial Application, CTA). Per gli Stati dell’Unione Europea, la valutazione della domanda avviene tramite il portale europeo CTIS (Clinical Trials Information System) ed è condotta in modo coordinato tra gli Stati membri coinvolti, con il contributo dei comitati etici nazionali. Dopo l’autorizzazione, il farmaco viene testato nelle diverse fasi della sperimentazione clinica (Fase 1, 2 e 3) per verificarne sicurezza ed efficacia. Se gli studi danno esito positivo, l’azienda può presentare all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio (Marketing Authorisation Application, MAA).
La valutazione scientifica è svolta dall’EMA e, in caso di parere favorevole, la Commissione Europea rilascia un’autorizzazione valida in tutta l’Unione Europea.








