Previdenza e assistenza
Il quadro dell’assistenza sociale in Italia è fortemente influenzato dalla riforma del Titolo V della Costituzione, introdotta con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, che ha trasferito molte competenze dallo Stato centrale alle Regioni. In questo assetto, l’assistenza sociale è divenuta materia di competenza residuale regionale: le Regioni ne definiscono le politiche e gli indirizzi, mentre la gestione operativa degli interventi è affidata ai Comuni.
Questo modello comporta che le misure di sostegno alla disabilità possano variare sensibilmente da una Regione all’altra. In concreto, si riscontrano contributi strutturali e consolidati nel tempo, misure di natura sperimentale, avvisi e bandi a termine e sistemi di graduatorie, spesso determinati dalla limitatezza delle risorse disponibili.
Solo in parte questa frammentazione è stata mitigata dalla costituzione e dalla distribuzione di fondi statali, quali il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, il Fondo per le non autosufficienze, il Fondo per il “dopo di noi” e il più recente Fondo per i caregiver familiari (istituito dal comma 334 della legge di bilancio 2021, che ha destinato 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023.). Tuttavia, i vincoli di destinazione di tali fondi non sempre risultano stringenti e spesso si innestano su politiche regionali già esistenti, con effetti non sempre omogenei sul territorio.
In questo contesto decentrato, la legge 5 febbraio 1992, n. 104 (cd. legge 104) svolge una funzione di cornice unificante, ponendo principi e diritti fondamentali che attraversano l’intero sistema dell’assistenza sociale. In particolare, l’articolo 9 prevede il servizio di aiuto personale, che può essere istituito dai Comuni o dalle ASL, nei limiti delle risorse di bilancio disponibili, a favore di persone con gravi limitazioni dell’autonomia personale.
Sempre nell’alveo della legge 104 si colloca la disciplina dei caregiver familiari, il cui riferimento centrale è l’articolo 33, che regola permessi retribuiti e congedi straordinari per i lavoratori dipendenti che assistono familiari con disabilità grave. In assenza di una legge quadro nazionale sui caregiver, alcune Regioni – come la Lombardia (2022) e il Lazio (2024) – hanno adottato normative proprie, mentre a livello statale sono stati previsti finanziamenti dedicati, con l’obiettivo di giungere a una disciplina nazionale organica.
Rientrano nell’ambito dell’assistenza sociale anche gli interventi a sostegno della vita indipendente, inizialmente disciplinati dalla legge 21 maggio 1998, n. 162, che ha modificato la legge 104 introducendo misure specifiche per le persone con handicap grave. Tale impianto è destinato a essere progressivamente superato e riorganizzato con l’attuazione del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, che introduce una nuova impostazione centrata sul progetto di vita.
Un ulteriore pilastro è rappresentato dalla legge 22 giugno 2016, n. 112, nota come legge sul “dopo di noi”, che disciplina gli interventi in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, valorizzando la progettualità individuale e la continuità dell’assistenza.
Infine, il decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20 ha istituito il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, un’autorità indipendente, operativa dal 1° gennaio 2025, con compiti di vigilanza, contrasto alle discriminazioni e promozione dell’effettivo godimento dei diritti, in coerenza con le convenzioni internazionali e la normativa nazionale.








