Un importante lavoro appena pubblicato dal gruppo del Prof. Giuseppe D’Antona del CRIAMS di Voghera (vedi Curriculum) conferma un punto fondamentale: l’esercizio fisico, se ben progettato e personalizzato, è sicuro e porta benefici nelle persone con FSHD.
Lo studio evidenzia che programmi di attività fisica mirati possono migliorare:
- resistenza e capacità aerobica,
- funzione muscolare,
- mobilità e qualità della vita,
senza aumentare il danno muscolare.
Gli autori sottolineano che la strategia più efficace è combinare diversi tipi di esercizio: attività aerobica moderata, esercizi di forza controllata, mobilità e respirazione.
La FSHD è molto variabile: per questo l’esercizio deve essere personalizzato, monitorato e adattato alle capacità individuali.
Infine, la pubblicazione ribadisce l’importanza di proseguire con studi più ampi e di lunga durata, perché l’esercizio fisico potrebbe diventare una parte sempre più centrale nella gestione clinica della FSHD.
Muoversi in modo corretto non solo è sicuro, ma rappresenta una delle strategie più promettenti mentre si attende una terapia farmacologica.
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